Ciao ragazzi,
oggi vorrei affrontare un argomento non molto importante, ma significativo. Vorrei parlare del problema dell’ ERASMUS. Chi ancora non lo sa, il nostro corso di laurea è uno dei pochi, se non l’unico, a non avere un ERASMUS. Sinceramente non è un problema che mi investe in prima persona, ma è un problema che esiste e che fin ad ora nessuno ha mai messo in rilievo. Durante il mio primo anno mi sono informato con i responsabili del corso, ma non ho riscosso molto successo, anzi, non ho ricevuto alcuna risposta. Tutti mi dicevano che non era possibile un ERASMUS, ma non sapevano il perché. Adesso io mi domando….E’ normale che tutti se ne lavino le mani? Se è così perché? Spero che con questo mio piccolo intervento, qualcuno riesca a darmi una risposta plausibile, perché io non ne trovo. Vorrei sapere cosa ne pensate, ed eventualmente possibili soluzioni o motivazioni di cui siete a conoscenza.
A cura di Angelo da Genova
Ciao a tutti!
Mi è stato chiesto di esporre quali sono le differenze tra i vari corsi di laurea che tutti voi state frequentando.
I corsi che state attualmente svolgendo, si sono trasformati da Scuole Dirette a fini Speciali o Diplomi Universitari a Corsi di Laurea e sono stati unificati con la riforma del sistema Universitario.
La distinzione di corsi che era attuata precedentemente, formava due categorie di professionisti, i “perfusionisti” che venivano impiegati prevalentemente nelle sale operatorie mentre i “tecnici di cardiologia”, (scuola di Modena per intenderci) venivano impiegati presso i laboratori e ambulatori di cardiologia.
Da qui si può notare che i percorsi e la preparazione degli studenti era completamente diversa.
La riforma Universitaria ha attualmente imposto un piano di studi pressochè simile ma, le scuole pur adeguandosi al piano di studi ha notevoli difficoltà nell’ applicare questo concetto nell’ambito del tirocinio.
Lo si nota dal fatto che le scuole nate ad indirizzo chirurgico (Milano, Verona, Pavia, Genova, Roma, Chieti, NEW CATANIA ecc.) fanno svolgere la maggior parte del tirocinio all’interno delle sale operatorie con un background di perfusione clinica mentre, le scuole di Modena, Roma ecc., fanno svolgere la maggior parte del tirocinio in ambulatori e laboratori di Cardiologia, Emodinamica, Elettrofisiologia ecc. dando un impronta più diagnostica.
L’ideale ovviamente stà a metà; sarebbe bello e utile che le scuole diano le stesse possibilità a tutti gli studenti, ma l’organizzazione a volte non lo permette.
Io personalmente penso che l’alternativa a questa carenza, anche se costosa, sia quella di specializzarsi maggiormente dopo la Laurea seguendo dei Master specifici sul tema desiderato, ma capisco che per uno studente appena uscito dalla scuola e con poche possibilità di trovare un lavoro nell’immediato, diventi difficoltoso accollarsi ulteriori costi.
Dopo questa mia spatafiata, spero che ognuno di voi esprima il proprio parere rispondendomi a questo messaggio e perchè nò magari smentire ciò che ho detto.
In collaborazione con Franco Zecchillo